Con i suoi duecentomila abitanti, di cui quasi cinquantamila stranieri, Prato non è solo la terza città del Centro Italia: è anche la più grande comunità cinese d'Europa dopo Londra e Parigi, con oltre trentamila residenti provenienti dal Dragone. Fondale dei primi film di Benigni e Nuti, la città toscana ha costruito la propria identità sull'industria tessile degli stracci e delle pezze: un distretto di circa ottomila aziende, tra i più dinamici del continente, ma anche l'epicentro invisibile di una criminalità economica transnazionale che intreccia globalizzazione e illegalità. Dietro la retorica dell'imprenditoria multietnica si nasconde una filiera produttiva opaca, fondata su ritmi di lavoro insostenibili, caporalato, sfruttamento, subappalti abusivi e concorrenza al ribasso. A ciò si aggiunge un sistema bancario parallelo capace di eludere ogni controllo, flussi di denaro che scompaiono oltreconfine e una mafia fluida ma capillare, che regola silenziosamente la vita economica locale. Nel suo viaggio, Jonathan Targetti racconta una città in bilico tra integrazione e omertà, prosperità e sfruttamento, dove la cronaca quotidiana restituisce l'immagine complessa di una nuova Prato globale, specchio delle contraddizioni del nostro tempo. Das Urheberrecht an bibliographischen und produktbeschreibenden Daten und an den bereitgestellten Bildern liegt bei Informazioni Editoriali, I.E. S.r.l., oder beim Herausgeber oder demjenigen, der die Genehmigung erteilt hat. Alle Rechte vorbehalten.