Si pubblica in versione separata l'introduzione a "Cuore" di Edmondo De Amicis, tratta dall'edizione a cura di Valerio Di Stefano.
Se ardua (e per certi versi inutile) impresa è introdurre il Cuore di De Amicis o riproporlo in quella che sarà solo una tra le tante edizioni del più singolare romanzo dell'Ottocento italiano, non meno impegnativo è l'intento di separare i fatti che ne hanno circostanziate la pubblicazione prima e la impressionante diffusione che ne è seguita, dalla ricezione popolaresca e approssimativa con cui l'Opera è stata accolta, letta, analizzata e (se lo si desidera) vivisezionata dal pubblico e dalla critica.
Non v'è chi non conosca il Cuore, giacché non solo il suo successo editoriale fu, come si è detto, di straordinaria portata e di dimensioni inimmaginabili, ma perché la sua destinazione, indubbiamente fedele al pubblico identificato dal De Amicis come primo (forse unico?) interlocutore ne ha fatto, nella più cruda sostanza, un libro per l'età pre-adoscenziale e forse null'altro.
Cuore è stato (e chissà se continua ad essere) un libro di impatto educativo che si suole regalare ai ragazzi in occasione di ricorrenze religiose, come la Prima Comunione, compleanni, festività natalizie e altre circostanze di festeggiamento. Un monito, più che un regalo.